Cinque per mille: che cos’è e come funziona
Redazione 17 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Cinque per mille: che cos’è e come funziona

Con il termine “cinque per mille” viene definito il meccanismo con cui cittadino-contribuente può vincolare, appunto, il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) al sostegno di enti che svolgono attività ritenute socialmente rilevanti: non profit, attività di ricerca scientifica e sanitaria, ma anche attività sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni. Si tratta di uno strumento che valorizza la scelta del contribuente e mira a finanziare attività importanti senza oneri aggiuntivi per lo stato.
Il 5 per mille è un istituto che è stato previsto in via sperimentale con la legge finanziaria per il 2006 (relative quindi ai redditi dell’anno 2005) e poi confermato negli anni successivi.
Come funziona. Sono due i modi: il primo è scegliere solo un settore (scelta generica). Quello del volontariato, piuttosto che quello della ricerca scientifica, ecc. In questo caso si appone una firma (solo in un settore) e si consegna il modulo al proprio datore di lavoro o all’intermediario per la trasmissione telematica. Così facendo, l’importo del 5 per mille va ripartito fra tutte le organizzazioni del settore.
La seconda maniera invece (scelta espressa) prevede di riportare, oltre alla firma, anche il codice fiscale dell’ente prescelto nel settore di elezione, tranne il caso di scelta delle attività sociali dei comuni. In questo secondo caso, l’importo viene destinato proprio e solo all’ente stesso.

Riconoscimento.
Possono iscriversi negli elenchi degli enti destinatari del 5 per mille le associazioni e le fondazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento e che operino senza scopo di lucro. I settori di attività che danno diritto a partecipare al riparto della quota del 5 per mille sono: assistenza sociale e socio-sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente (con esclusione dell’attività esercitata abitualmente di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani); promozione della cultura e dell’arte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale.
Gli elenchi dei beneficiari. L’elenco è curato dall’Agenzia delle entrate, che effettua il censimento delle dichiarazioni sostitutive. In questo senso vengono svolti i controlli amministrativi sulla veridicità delle dichiarazioni, che vengono effettuati sulle dichiarazioni validamente presentate (cioè quelle pervenute entro il termine stabilito).
Anche ciascuna amministrazione (Coni, ministero della Salute, ministero della Ricerca, ecc.) effettua i controlli sugli enti di propria competenza e trasmette, poi, all’Agenzia delle entrate, per la pubblicazione, l’elenco dei soggetti ammessi e quello dei soggetti esclusi dal beneficio.
L’iter seguito dalla pubblica amministrazione per la corresponsione del 5 per mille è comunque particolarmente complesso e nella pratica si è rivelato fonte di notevoli ritardi nell’assegnazione delle somme ai beneficiari.
I fondi a disposizione. Fin dal primo anno della sua applicazione il meccanismo del 5 per mille ha ottenuto, da parte dei contribuenti italiani, un’adesione maggiore di ogni previsione: proprio nel 2006 quasi 16 milioni di contribuenti hanno effettuato la destinazione, su un totale di 26.391.963 dichiarazioni (superate le previsioni fatte in sede di finanziaria 2006, che ipotizzavano un’adesione intorno al 40%; questa ha invece superato il 60%).
Sempre il primo anno (2006) le risorse erogate totali sono state 345 milioni di euro (dei quali 192 milioni destinati al volontariato); nel 2007 le risorse (fu messo un tetto per 400 milioni di euro) sono state 337 milioni; l’anno successivo 415 (ancora una volta con un tetto di 400 milioni), nel 2009 420 milioni, nel 2010 i dati sull’erogato parlano di una cifra che supera i 375 milioni. E per il 2011 il totale degli importi da erogare ammonta a 391.741.402,64 euro.