A bocca aperta davanti al mais di Estaquinha
Redazione 25 gennaio 2018 In primo piano

A bocca aperta davanti al mais di Estaquinha

Conclusa anche la seconda campagna di coltivazione del mais realizzata nell’ambito del Progetto Esmabama, la prima durante la stagione secca. Un’occasione per verificare l’enorme potenziale del nuovo impianto di irrigazione.

Forse, al di là di tutti i dati e le note tecniche, il commento più significativo sul Progetto Esmabama è stato quello espresso dagli ispettori inviati dalla Direzione per l’Agricoltura della Provincia di Sofala. “Da rimanere a bocca aperta” hanno ammesso Gimo Simango e Fatima Verucanhe. Difficile dargli torto. In Mozambico è davvero difficile vedere un esempio di maiscoltura come quello messo in piedi da Cesvitem e Esmabama nella missione di Estaquinha. A maggior ragione se si considera che la visita degli ispettori è stata effettuata durante la stagione secca. Nei mesi in cui in praticamente tutto il Mozambico le attività agricole si bloccano, in attesa delle nuove piogge, a Estaquinha si è toccato con mano quello che può permettere un moderno impianto di irrigazione. Sessantasei ettari di terreno rigogliosamente verdi, indipendentemente dalle condizioni metereologiche.

Dopo due anni di lavoro, l’iniziativa cofinanziata dalla Cooperazione Italiana è ormai sulla retta d’arrivo. Mancano solo un paio di mesi, giusto il tempo di concludere le ultime attività e di impostare i correttivi ispirati dall’esperienza maturata sul campo dal 2016 a oggi. Ma già ora i risultati della seconda campagna di coltivazione a Estaquinha, la prima durante la stagione secca, fanno intravedere un potenziale davvero enorme. I dati parziali indicano una produttività che sfiora le 8 tonnellate per ettaro: un’enormità rispetto alle medie registrate su scala nazionale in Mozambico (1,5 t/ha), ma ben oltre anche l’obiettivo progettuale di 5 t/ha.

Perfino i contrattempi sono divenuti occasione di ulteriore crescita, dando origine a nuove buone pratiche. “Per alcuni problemi logistici – spiega il capoprogetto Ruggero Guidastri – la seconda campagna è partita leggermente in ritardo, con il rischio che il periodo del raccolto coincidesse con l’inizio della nuova stagione delle piogge. Per questo si è deciso un anticipo parziale della raccolta, che ha aperto nuove interessanti prospettive. Ad esempio parte delle pannocchie sono state raccolte e vendute ancora fresche, per essere poi consumate arrostite: si tratta di un prodotto richiestissimo sul mercato locale, al punto che il prezzo è 3-4 volte superiore rispetto al grano secco. Un aspetto importantissimo, considerando che l’obiettivo del progetto è garantire introiti per rafforzare la sostenibilità economica dei servizi scolastici e sanitari coordinati da Esmabama”. L’anticipo del raccolto ha reso impossibile, almeno su parte della fattoria, l’utilizzo della trebbiatrice acquistata dal progetto, a causa degli steli ancora verdi che avrebbero bloccato gli ingranaggi. Ma anche questo contrattempo è stato risolto nel migliore dei modi, coinvolgendo la comunità locale ed effettuando il raccolto a mano. “Ad ognuno abbiamo dato la possibilità di tenere, a titolo di compenso, un terzo di quanto sarebbero riusciti a raccogliere. Il successo è stato immediato e travolgente, con la presenza finale di centinaia di persone, ben felici di reintegrare le scorte famigliari di mais in un periodo di grande scarsità. Per i contadini locali la possibilità di coltivare solo durante la stagione delle piogge significa dover attendere marzo per un nuovo raccolto. La moderna fattoria che abbiamo avviato a Estaquinha è diventata anche per loro un’occasione per superare quello che, dal punto di vista alimentare, è il periodo più difficile dell’anno”.

da Ce.Svi.Te.M.