Al via missione Onu nel Sahel
Redazione 4 novembre 2013 La Gabbianella in...forma

Al via missione Onu nel Sahel

Sahel_mappa

Dal sito della Cooperazione italiana per lo sviluppo

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, hanno iniziato oggi una missione congiunta nell’Africa sub sahariana con l’obiettivo di portare avanti una strategia di stabilità e pace in Sahel. Si tratta della seconda visita congiunta nel continente per Jim Yong Kim e Ban Ki-moon dopo il tour nella regione dei Grandi Laghi del maggio 2013. La missione vede la collaborazione della Banca Africana di sviluppo, dell’Unione Africana e dell’Unione Europea. I rappresentanti internazionali saranno in Mali, in Niger, in Burkina Faso e in Ciad.

Ban Ki-moon ha affermato che la strategia integrata per il Sahel, approvata dal Consiglio di sicurezza, ha come priorità il buon governo, la sicurezza e la resilienza della popolazione: “In primo luogo, la crisi in Mali ha sottolineato la necessità di fare di più che non intervenire sulle emergenze. Dobbiamo intervenire perché si impedisca il nascere di nuovi conflitti e instabilità. In secondo luogo, dobbiamo adottare un approccio regionale. Le sfide della regione non hanno confini – né dovranno averne le nostre soluzioni. Più di undici milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare. Cinque milioni di bambini sotto i cinque anni sono a rischio di malnutrizione. La regione è inondata di armi ed è altamente vulnerabile alle reti terroristiche e criminali. Il Sahel ha subito la sua terza grande siccità in meno di un decennio, e gli effetti del riscaldamento globale si fanno sentire come mai prima. Queste sfide non possono essere affrontate da nessun governo o organizzazione da sola. Le questioni sono collegate e abbiamo bisogno di un approccio che integri i nostri sforzi”.

La regione del Sahel conta più di 80 milioni di abitanti ed è costantemente minacciata da tensioni politiche, guerre, traffico di armi e di esseri umani, problemi di natura demografica, ambientale e naturalmente economica. L’instabilità nel Sahel deriva in parte dalla rapida crescita della popolazione, dalle condizioni climatiche estreme, da istituzioni deboli e dalla mancanza della presenza statale in molte aree remote.