Aiuti umanitari, donazioni private in calo. “Colpa anche degli sms”
Redazione 22 maggio 2013 La Gabbianella in...forma

Aiuti umanitari, donazioni private in calo. “Colpa anche degli sms”

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Dal Redattore sociale
Aiuti umanitari, donazioni private in calo per la prima volta. “Colpa anche degli sms”
L’analisi del direttore di Agire Bertotto: “Il 2012 ha iniziato a dare dei segni tangibili di questa riduzione”. Italia penalizzata dal forte utilizzo dei messaggini, che “aumentano il numero di donatori, ma riducono il volume delle donazioni”

ROMA – Donazioni private per gli aiuti umanitari in Italia in calo per la prima volta dopo anni, e la colpa è anche degli sms solidali: aumentano la platea dei donatori, ma muovono volumi di donazioni più esigui. Lo ha detto Marco Bertotto, direttore di Agire, l’Agenzia italiana risposta emergenze, a margine del convegno di presentazione del rapporto annuale “Il valore dell’aiuto” realizzato dalla rete Agire e presentato questa mattina presso la Camera dei deputati a Roma.
“Le organizzazioni non governative stanno verificando che la crisi dei consumi ha comportato una riduzione della capacità di donare degli italiani – ha spiegato Bertotto – . Il 2012 ha iniziato a dare dei segni tangibili di questa riduzione, dopo che le donazioni dei privati, nell’ambito dell’assistenza umanitaria, sono sempre cresciute fino al 2011. Dal 2011 al 2012, però, noi segnaliamo una perdita intorno all’8-10 per cento”. Una inversione di tendenza preoccupante, ha aggiunto Bertotto, proprio in relazione ai dati degli anni precedenti. “La crescita si attestava intorno al 20-25 per cento di anno in anno – ha aggiunto Bertotto -. L’ultimo dato, quindi, è significativo anche se dobbiamo attendere gli ultimi dati relativi ai bilanci 2012-2013 per capire se c’è una caduta strutturale. Tuttavia, è la prima volta che sull’ambito dell’aiuto umanitario noi evidenziamo una caduta di donazioni private”.

Per Bertotto, l’Italia si conferma un paese caratterizzato “da un grande senso di solidarietà, ma che non trasforma poi in numeri effettivi” e soprattutto ancora troppo lontano da quel che accade invece in altri paesi europei. Diverse le ragioni dell’arretratezza italiana in termini di raccolta fondi, ha aggiunto Bertotto, tra cui spunta anche “il forte utilizzo degli sms, un elemento che riduce la donazione media e comporta un impatto negativo in termini di risultato finale, di dimensioni della torta”. Per Bertotto, infatti, quello degli sms solidali è un fenomeno tutto italiano. “L’utilizzo degli sms per la raccolta fondi non è diffuso in Europa allo stesso modo che in Italia – ha spiegato Bertotto -. È assolutamente più diffuso in Italia. L’sms ha avuto il grandissimo vantaggio di aprire la donazione a fette di popolazione che altrimenti non avrebbero donato, ma questo comporta anche la riduzione della donazione”. (ga)