Arte sotto le bombe in Siria. L’appello dell’Unesco. Oggi al Giornale radio sociale
Redazione 21 giugno 2013 La Gabbianella in...forma

Arte sotto le bombe in Siria. L’appello dell’Unesco. Oggi al Giornale radio sociale

banner_orangeStrumenti di lavoro: dai media gli aggiornamenti su Terzo settore, politiche sociali e cooperazione.

Tra le notizie dell’edizione di oggi del Giornale Radio Sociale l’appello dell’Unesco per la salvaguardia dei siti archeologici in Siria.

Ascolta l’edizione del 21 giugno 2013

Notizie in evidenza

Economia – Semi di speranza
Domani e domenica la prima festa nazionale dell’agricoltura sociale. Un momento di festa, ma soprattutto condivisione di esperienze legate al recupero e alla salvaguardia della terra e al reinserimento dei soggetti svantaggiati attraverso il lavoro. Si parte da Chiaiano, Napoli, luogo simbolo di riscatto sociale.

Internazionale – Arte sotto le bombe
Siti archeologici in pericolo a causa della guerra, tutti i luoghi Patrimonio dell’Umanità della Siria sono considerati a rischio dall’Unesco. Dall’organizzazione è arrivato l’appello affinché si preservi l’immenso patrimonio culturale e archeologico del Paese, tra i più significativi del Medio Oriente.

Il sommario

  • Nuovo Isee e vecchi problemi
  • Semi di speranza
  • Un’Energia popolare
  • Arte sotto le bombe
  • Leggere tutti
  • La solidarietà scende in campo

Dalle agenzie di stampa

Siria: Unesco,”‘sei siti patrimonio umanità a rischio”
Tra questi, Aleppo e Crac de Chevaliers. Allarme per salvarli
(di Virginia Di Marco)

(ANSAmed) – ROMA – ”Un grido d’allarme rivolto alla comunità internazionale”. Mentre la guerra civile in Siria continua a infuriare, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) suona con forza il campanello del pericolo. Il Comitato per il patrimonio mondiale, riunito in questi giorni a Phnom Penh (Cambogia) ha inserito nella lista dei patrimoni a rischio sei siti archeologici siriani. Il comunicato diffuso oggi parla chiaro: rischiano di subire danni irreversibili la città vecchia di Damasco e quella di Bosra, Palmira, Aleppo, il castello crociato di Crac dei cavalieri e quello del Saladino, e decine di antichi villaggi, raggruppati in parchi, nel nord del Paese. Vale a dire tutti i siti siriani individuati come patrimonio dell’umanità.

”Il nostro – dichiara ad ANSAmed Susan Willians, responsabile delle comunicazioni esterne dell’Unesco – è un grido d’allarme rivolto alla comunita’ internazionale, affinche’ impieghi tutti i mezzi necessari per proteggere questi luoghi straordinari”.

La lista dei ‘patrimoni mondiali in pericolo’ esiste proprio per questo: ”Serve per informare la comunità internazionale delle minacce che richiano di cancellare le caratteristiche uniche per cui un certo luogo è stato prescelto come patrimonio dell’umanita”’. Se l’iscrizione dei siti siriani nella lista di quelli in pericolo è decisione di oggi, gli appelli dell’Unesco affinche’ l’eredita’ archeologica siriana venga preservata non sono invece una novità. E’ almeno dal marzo 2012 che, circa ogni due mesi, l’organizzazione deplora ufficialmente i danni e la distruzione che il conflitto senza quartiere tra i fedeli del regime di Bashar Assad e i ribelli hanno arrecato a luoghi come Aleppo, Palmira, Crac dei cavalieri. Nel luglio scorso, per esempio, l’organizzazione ha dichiarato di essere ”particolarmente preoccupata” per il rischio di ”saccheggio e traffico” di beni culturali, al punto da avere allertato l’Interpol, l’Organizzazione mondiale delle dogane (Wco), i Paesi confinanti con la Siria e Kofi Annan, invitando tutti a vegliare attentamente sul rispetto delle convenzioni internazionali che proteggono i beni culturali. Un mese dopo, il presidente del Comitato per il patrimonio mondiale lanciava un appello accorato: ”Aleppo deve essere salvata”. Ma nessuno, finora, sembra averlo raccolto.